King

Una band inglese che ha riscosso molto successo anche nel nostro paese è quella che prendeva il nome dal suo cantante, Paul King: sebbene abbiano realizzato solamente due album, sono stati fortunati a livello di seguito; si tratta, ovviamente, dei King.

0000326806_350.jpg Già la copertina del primo album, Steps in Time, sembra mettere in chiaro le cose per quanto riguarda le gerarchie: è infatti fuori discussione che il leader sia proprio Paul King che, non a caso, firma quasi la totalità del materiale del disco d’esordio. I King si erano fatti conoscere dal vivo per essere stati la band di supporto nei live dei Culture Club, ed il loro look, sebbene non ambiguo come quello di Boy George era altrettanto colorato. Indimenticabili gli stivali colorati per mezzo di bombolette spray (ora sappiamo a chi si deve il buco nell’ozono… :-)), ma soprattutto gli incredibili accostamenti cromatici di Paul, capace di passare da una giacca rosso fuoco a un incredibile completo color verde rana. Ciò che conta, però, è la musica, e l’album d’esordio comprende almeno 3 pezzi indimenticabili: Love and pride, Won’t You Hold My Hand Now, I kissed the spikey fridge. L’attitudine è decisamente rock, anche se il nostro ama particolarmente un certo tipo di melodia romantica che emerge nei brani lenti del suo repertorio (qui, nella conclusiva versione di Fish, che apre il disco in versione rock e lo chiude in versione solo piano e voce). Una particolarità dei testi di Paul King è la presenza in molte canzoni del termine “Bittersweet”, traducibile come “Dolceamaro”, che è anche il titolo del secondo album.

King-BITTER_SWEET_3.jpgSiamo nel 1985. E’ passato un anno dall’esordio discografico e urge confermare il buon successo dell’album d’esordio. Il singolo Alone Without You, il cui video vede i quattro componenti della band a bordo di altrettante Vespa Piaggio, fa da apripista all’album della conferma. Il successo arride nuovamente ai quattro inglesi che non steccano il nuovo lavoro, ma anzi, realizzano un album ancora più corposo e interessante, con brani come Torture,  The Taste of your tears, usciti anche come singoli, a riscuotere nuovi consensi. Tutto sembra andare come meglio non potrebbe, quando all’improvviso i King si sciolgono. A tutt’oggi appare inspiegabile ai fan la decisione di distruggere una band che tanto bene si era comportata, anche perché reali motivi per uno scioglimento non sembravano essercene, in ogni caso da lì a breve Paul King pubblicherà un album che passerà praticamente inosservato, dal titolo Joy.

Paul-King-Joy-143451.jpg Il problema dell’album, uscito a due anni di distanza dal precedente, è che il sound è completamente diverso, il che non è necessariamente un male, ma tale diversità non fu apprezzata dai fans della band abituati a ben altri suoni. Le molte influenze, che spaziano da un certo tipo di jazz al funky, stravolgono completamente il suono che si era abituati a sentire da Paul King, risultando alla fine l’unico insuccesso musicale della sua carriera. A mio modo di vedere il lavoro è invece molto interessante, ed anzi l’atmosfera presente nel disco mi piace molto. L’unico singolo estratto che vagamente viene ricordato è l’energica I Know. In seguito a questo lavoro, Paul King lascerà il mondo della musica suonata per passare dall’altra parte della barricata, cimentandosi come vj prima su Mtv e successivamente su Vh1.

E a proposito di Mtv, come dimenticare la partecipazione del nostro allo show del grandissimo Ray Cokes, nel quale distrugge egli stesso (e con grande piacere!) una copia di Joy?


Kingultima modifica: 2011-06-15T02:03:00+02:00da realkenshi
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