Joachim Witt

Joachim Witt l_43834bc088fc5030c225545c53cfe7ed.jpgEra da parecchio tempo che volevo dedicare un post ad un artista che amo particolarmente, quasi sconosciuto nel nostro paese, tranne che per un fortunato singolo del 1982 (ed è questo il motivo per cui entra di diritto in un blog italiano dedicato agli anni ottanta): tuttora in attività, vi presento Joachim Witt. Questo cantante tedesco nasce, musicalmente parlando, come musicista dance, salvo poi iniziare una interessantissima evoluzione che lo ha poi portato in ambito NDW. Questo acronimo sta per “Neue Deutsche Welle“, ed è una corrente musicale di lingua tedesca che prende ispirazione dalla new wave e da un certo tipo di post punk con elementi gotici… forse non troppo semplice e orecchiabile per alcuni, ma decisamente interessante per altri (me compreso). I primi lavori sono, come detto, parecchio vicini al genere dance o quantomeno pop, con alcune cose comunque di un certo interesse; già il suo primo album, Silberblick, conteneva quella che a tutt’oggi è una delle sue canzoni più famose, la celeberrima Goldener Reiter. Il pubblico italiano lo ricorda però per un singolo contenuto nel secondo album Edelweiß, ossia Tri-tra Trullala, il cui video ci mostrava il cantante alle prese con il cabinato del videogioco Defender… cosa può esserci di più vintage? Dopo una serie di album dalle fortune alterne, tra cui Moonlight Nights, cantato in inglese, avveniva il cambio di marcia con un brano esplosivo: Die Flut, con la partecipazione di Peter Heppner, che dava il via al periodo industrial di Joachim Witt e alla trilogia di Bayreuth. Tre album davvero riusciti, distanti anni luce dalle sonorità degli esordi, e dal suono aggressivo anche se molto curato. Altri album degni di nota sono Eisenherz, del 2002, e Pop, pubblicato nel 2004. Al momento l’ultimo album dell’artista è targato 2007, si tratta di Auf Ewig, e contiene i brani più noti di Joachim riproposti con le sonorità di Bayreuth.

Joachim Wittultima modifica: 2011-02-26T09:06:00+01:00da realkenshi
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