Garbo

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In linea di massima all’interno di questo blog si parla di personaggi che hanno vissuto il loro momento di grande notorietà negli anni ottanta, salvo poi sparire completamente nel decennio successivo; capita però a volte che alcuni dei nomi che vi presento abbiano resistito in un modo o nell’altro allo scorrere inesorabile del tempo continuando la propria attività, anche se probabilmente il riscontro nei loro confronti non è ormai che un’ombra della fama passata.

Renato Abate, anno di nascita 1958, aveva sicuramente scelto un nome d’arte di impatto: Garbo, nome che calzava a pennello sul suo personaggio, raffinato, creativo, vagamente distaccato come l’attrice omonima (Greta, ammesso ci sia bisogno di dirlo). Considerazione mia personale, dal momento che Renato non l’aveva preso in prestito da lei.

L’esordio discografico, targato 1981, inaugura un decennio nel quale un certo tipo di new wave avrebbe decisamente preso piede anche nel nostro paese: David Bowie, Brian Eno, una forte corrente europea era pronta a rinnovare musicalmente e non solo un’assopita scena nella quale la cosiddetta musica pop era prevalentemente legata ad un certo tipo di discomusic; l’avvento dell’elettronica presente in dosi massicce avrebbe dato il via al successo di personaggi e gruppi del calibro di O.M.D., Human League, tanto per citare un paio di esempi. In Italia questa ondata coinvolse anche alcuni coraggiosi che tentarono di creare qualcosa che fosse al tempo stesso di rottura ma che conservasse anche la tradizione di un certo tipo di musica italiana. Garbo fu uno di questi temerari.

“A Berlino… va bene”, con il titolo a mettere in chiaro le intenzioni dell’artista: questa è musica europea, con tutte le contaminazioni del caso. Un singolo omonimo con relativo videoclip (uno dei primi ad essere realizzati, ovviamente trasmesso nella trasmissione cult dell’epoca, Mister Fantasy di Carlo Massarini) che la diceva lunga sullo stile compositivo di Garbo, suoni molto curati, voce profonda, banalità zero. Il secondo album, “Scortati”, è dell’anno successivo, con i singoli “Generazione” e “Vorrei regnare” a raccogliere sempre maggiori consensi e con il nome di Renato che via via si fa più famoso sino a portarlo prima al Festivalbar, e successivamente al Festival di Sanremo per due volte: la prima con “Radioclima” (uno dei suoi vertici a parere di chi scrive) e poi con “Cose veloci”.

In entrambi i casi il piazzamento nella classifica finale è a dir poco deludente anche se come ben sappiamo tanti grandi artisti hanno “toppato” nella cassifica della kermesse in questione, salvo poi vendere dieci volte più dei vincitori.

Il sound di Garbo in quegli anni è in costante evoluzione: lo si nota nelle nuove versioni dei suoi brani contenute in “Fotografie” e lo si apprezza ancora di più nell’album “Il fiume” del 1986, inciso per la Polygram: questo è probabilmente il periodo di maggiore successo dell’artista che partecipa a diverse trasmissioni musicali e ha una presenza pressochè costante su Videomusic e DeeJay Television (di solito non propriamente aperta alla musica italiana). L’ultimo album uscito negli anni 80 risale al 1988: il titolo è “Manifesti”, il cui singolo “Extra Garbo” ebbe un notevole riscontro radiofonico. Dopo questo album, Garbo scelse di continuare la sua carriera con un tono un po’ più dimesso, per questo motivo molti pensano che non abbia più prodotto musica, ma solo perché le sue apparizioni televisive sono diventate via via più rare.

Nel corso degli anni l’interesse maggiore per Garbo è stato quello di poter realizzare la sua musica in totale autonomia, con il controllo di tutto il processo creativo e realizzativo; diverse sono state le collaborazioni e le realizzazioni anche molto interessanti che si sono susseguite e che non riportiamo qui non per pigrizia o incompletezza bensì perché questo è un blog dedicato agli anni ottanta;-)

Il periodo di maggior successo per Renato Abate è stato perciò quello del decennio in questione e l’invito per tutti è quello di riscoprire un artista che merita tutta la nostra attenzione ed il nostro rispetto.

Garboultima modifica: 2011-02-04T13:19:00+01:00da realkenshi
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2 pensieri su “Garbo

  1. Ottimo post, Tiz! Come al solito riesci a fotografare esaustivamente un artista in poche righe… Come ci eravamo già detti, un blog sugli anni ’80 non poteva non menzionare Garbo che, come spieghi tu, è a buon diritto un esponente della musica europea di quel periodo. Però… Mi sarei aspettato che sapessi da dove arriva quello pseudonimo… 😉

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